Papini: Memorie d’Iddio

Papini non può che avere un ruolo marginale nella ammaestrata e indottrinata “cultura” che viene somministrata a partire dalla scuola: esso rappresenta una sorta di monito, si fa esempio immorale per eccellenza, l’arte degenerata, il suo corruttore. Così viene da sempre presentato l’ottimo Amiamo la guerra. L’istituzione, come spesso accade cerca di correre ai ripari, e là dove troppa forza si manifesta cerca di persuadere della sua inaccettabilità, del suo essere intimamente sbagliata.

Ben lontana dal nostro sentire è la preoccupazione per le conseguenze, e rimane solo ammirazione e sincera gratitudine per questo puro capolavoro di violenza:

Siamo troppi. La guerra è una operazione malthusiana. C’è un di troppo di qua e un di troppo di là che si premono. La guerra rimette in pari le partite. Fa il vuoto perché si respiri meglio. Lascia meno bocche intorno alla stessa tavola. E leva di torno un’infinità di uomini che vivevano perché erano nati; che mangiavano per vivere, che lavoravano per mangiare e maledicevano il lavoro senza il coraggio di rifiutar la vita.

Devo però mettere in guardia dalle non rare e raccapriccianti ondate di smielato e nauseante patriottismo di cui il nostro si rende spesso protagonista, e che purtroppo fa capolino anche in Amiamo la guerra. Ne riporto un esempio fra i tanti possibili, sicuramente fra i più ridicoli, tratto da Figure umane.

Questo, molto in breve, è la figura e la vita del Bragia. Non l’ho voluto abbellire e neanche far più brutto. Se a certi letterati gentilini, dediti alle complicazioni delle anime inferme, sembrerà che non valesse la pena di perdere tempo con uno zappaterra non me ne do per inteso. Pensino piuttosto che della stoffa rozza ed eroica di Bragia son fatti quegli uomini oscuri , lavoratori e soldati, che da trenta secoli dissodano, alimentano e difendono l’Italia.

Come si può immaginare, la sua figura non ne viene comunque intaccata e la sua forza (“che è tanta”) non ne viene scalfita. Oggi consiglio il maestoso Memorie d’Iddio. La sua potenza a più di un secolo di distanza è ancora capace di fare sanguinare; Papini rimane, come solo i più grandi possono ambire, una autentica minaccia. 

Lascio qui il primo capitolo, e ne consiglio assolutamente l’acquisto. La copia in mio possesso è la terza edizione ed è facilmente reperibile on line per poco più di venti euro. Da quello che so, non è mai stato ristampato a parte nell’edizione dei Meridiani.

Oltre alle Memorie d’addio è incluso nel volume il racconto La vita di nessuno, anch’esso di altissima qualità.